MASE – Alghero

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Location Alghero

Cliente Parco di Porto Conte, Alghero

Data 2019

Status Realizzato

Progetto per il museo MASE ad Alghero

Adattare l’esposizione museale alla conformazione della Torre Nuova, nel rispetto della struttura originaria ma con uno sguardo verso la contemporaneità. Da queste necessità si sviluppa il progetto del MASE ad Alghero, museo dedicato ad Antoine De Saint-Exupéry, che proprio ad Alghero, trascorse gli ultimi mesi della sua vita.

La Torre Nuova, parte di un sistema di torri costiere edificate tra il XVI e il XVII secolo, ospita oggi il museo tematico dedicato al celebre scrittore del “Piccolo Principe”, in seguito a varie destinazioni d’uso susseguitesi nel corso del tempo. Deposito di armi durante le Guerre Mondiali e locale notturno in epoca più recente, la Torre riacquista oggi un posto di rilievo nel territorio di Alghero, con un’impronta innovativa ma nel pieno rispetto della memoria storica del luogo.

Obiettivi progettuali

Accogliere la nuova destinazione d’uso senza stravolgere ulteriormente la spazialità esistente. L’idea progettuale del MASE prende le mosse dall’architettura stessa della Torre, fondandosi sulla salvaguardia del rapporto tra identità storica e contemporaneità. L’idea del progetto si basa sulla volontà di evidenziare gli interventi architettonici avvenuti in vari periodi, enfatizzandoli attraverso la scelta dei materiali e la purezza dei volumi.

Ingresso al MASE

Appena varcato l’ingresso, ci si immerge in un’atmosfera raccolta, quasi fuori dal tempo. Un  soppalco rivestito con barre verticali in legno di rovere si slancia verso l’alto, rimarcando con discrezione l’assetto della Torre stessa.

Quasi come a comporre una scultura galleggiante staccata dal resto della scenografia, i listelli assolvono a una doppia finalità, estetica e funzionale: da una parte contribuiscono a donare leggerezza all’intera struttura, dall’altra invece, svolgono un ruolo di sostegno per eventuali pannellature espositive, fungendo contemporaneamente da parapetto per la scala laterale e il piano soppalcato.

Due porte di servizio si mimetizzano nel sistema, così da non creare distrazioni alla vista. L’allestimento si compone di pochi materiali selezionati, ferro e legno, in piena armonia con le cromie dominanti esistenti e tali da creare una linea di continuità tra passato e presente.

Luci mirate

Per motivi strutturali, una luce diffusa si irradia dal basso, crescendo di intensità in concomitanza di alcuni punti focali, attraverso l’installazione di spot mirati. Una volta completato il tour nel piano terra e, superata la reception, anch’essa in rovere, si accede al piano superiore del MASE, attraverso una scala pressopiegata in acciaio zincato con lamiera forata. La pavimentazione in resina del soppalco risulta visivamente in linea con le tonalità chiare dominanti nell’edificio.

Le teche si compongono di tre moduli: un quadro, un pannello orizzontale per la lettura, adatto anche ai più piccoli, e una vetrina espositiva. La forma finale della struttura trae ispirazione da uno dei disegni illustrati all’interno del “Piccolo principe”, quello del boa e dell’elefante:

Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava.

Ma mi risposero: «Spaventare? Perché mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?».

Il mio disegno non era il disegno di un cappello.

Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. 

La sagoma, modificata a livello geometrico, diventa così una scomposizione di volumi, che genera movimento e dona dinamicità all’intera esposizione.

Esterni

Le aree esterne coinvolte da interventi progettuali sono due: la terrazza, a cui si può accedere tramite una scala originaria, e il terreno adiacente alla Torre. Nel primo caso, è stato installato un portellone scorrevole, per mettere in sicurezza l’uscita e proteggere gli interni della Torre dagli agenti atmosferici.

Nel secondo caso invece, l’intervento ha riguardato la posa di uno strato di risone, ghiaino sottile che favorirà nel tempo lo sviluppo di piante pioniere, con l’obiettivo di lasciare alla natura la possibilità di riappropriarsi dei propri spazi. Solo un piccolo accesso in legno con rampa, interrompe il carattere selvaggio dell’area, denaturato negli anni per via di una massiccia antropizzazione.

Ph. Credits: ISO IMAGE


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